Pagina 1 di 74612345678910203040Ultima »

Letteratura Poeti Famosi



Turpiloquio.

Turpiloquio.

 

Son pragmatico ed è veemente
il mio umore innanzi a tali
fecondi idiozie, pingue di folli
esasperanti concetti detti con
balbettii e sconci linguaggi, ahimè.

 

Racconto quel che non so e vacilla
la mirabile frenesia del dire e fare,
ma che biasimevole intento, che farsa,
io sono lontano e assente e chi mi
percuote altri non è che la fatalità.

 

Che pensieri malconci e pomposi,
il vecchio muore, ma la vita avanza
fra ruderi di esseri mesti e corrotti e
depongono fra lastre di lucidi marmi
quel che resta di infinite esistenze.

 

La ruota della vita mi è parsa ferma,
e non propaga più l’alternarsi
dell’ iniquo e del sensato, che tenace
la follia nella mente di un cultore di
un ignobile e mistificante realismo.

Raffaele Feola Balsamo.



Torbido e insulso amore.

Torbido e insulso amore.

 

Nefasto è il tuo amore
perfido e vile,
e non s’adombra il tuo
cospirare neghittoso
e furibondo, perché 
hai tanta solerzia nella tua
arrogante ira che mi ferisce
e illude, che placa e poi
incanta nel suo folleggiare.

 

Malvagio lo scorrere dei
tuoi intenti, Tu eri donna
eletta dal mio cuore e ora
annego nel mio stesso
sangue, l’anima mia soffre
poiché male e poi male
mi hai inoculato con fredda
perseveranza e gelida empietà.

 

Raffaele Feola Balsamo.

 



Vuoto.

Vuoto.

Ogni giorno mi dono un fiore,
per una debolezza che giace
quieta nel mio cuore, sai il
tempo ha buona memoria.
Tu non angustiarti amore mio
ora sono diverso, cerco meglio
fra le genti del pianeta,
sai non ho amici perché non
posso esibire buffi trofei.
Percorro sentieri nuovi e veri,
ma tutti portano al silenzio
e svaniscono ricordi e gioie,
ma io non temo perché Tu sei
il mio angelo, mi basta solo
un ‘Ti voglio bene’ e poi
nient’altro, è solo comprensione.
Che mondo strano,siamo costipati
in piccoli e fatui pensieri,e poi
tutto svanisce come neve al sole,
neuroni che si dileguano e solo
vecchi ricordi rinfoltiscono la
vuota mente è fra di essi tutte
le mie delusioni, i miei affetti,
mai persi nel sonno profondo
di una nuova eternità iniziata
troppo presto, forse la peggiore,
perché ho una strana ansia che mi
attanaglia e irrita, ormai il
vuoto giace nel mio cervello, ma  quello che fu rimarrà per sempre.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Che favola la vita.

Che favola la vita.

 

Ebbi uggia e fra vari fremiti,
i grandi e potenti uomini
vilmente mi adombrarono
con disordinata saccenza.

 

Certo son fragile, ma volli
seppur con sincero fine,
gustare ciò che di me il fato
ebbe a donarmi come sorte.

 

Illusorio e fatiscente il mio
pianto, volli essere poeta e
narrare, no amici non servi’
non ero tale, ma solo frugale.

 

Che storia, ho cercato nei punti
più alti sogni e auspici, ma è
tutto perennemente uguale, che
fiaba la vita è i suoi neri elfi.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Leggera pioggia.

Leggera pioggia.

 

Vuole il cielo che scendano
piccole gocce di acqua,
par che siano piccole perle
simili a lacrime di dolore.

 

Io son lì incollato al freddo
vetro e osservo il cielo con
la tenue speranza di un sole
che forse non giungerà più.

 

Intanto il buio si alterna alla
luce, e con la mia dolente
e ansiosa brama freno la mia
angoscia, si io temo il fosco.

 

Io sono colui che ha capito,
finalmente sono libero, ho
inteso la vita e i suoi tempi,
e gli uomini e il loro spregio.

 

Raffaele Feola Balsamo.



Leggera pioggia.

Leggera pioggia.

 

Vuole il cielo che scendano
piccole gocce di acqua,
par che siano piccole perle
simili a lacrime di dolore.

 

Io son lì incolato al freddo
vetro e osservo il cielo con
la tenue speranza di un sole
che forse non giungerà più.

 

Intanto il buio si alterna alla
luce, e con la mia dolente
e ansiosa brama freno la mia
angoscia, si io temo il fosco.

 

Io sono colui che ha capito,
finalmente sono libero, ho
inteso la vita e i suoi tempi,
e gli uomini e il loro spregio.

 

Raffaele Feola Balsamo.