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Letteratura Poeti Famosi



Torna mamma…

Torna mamma….

Dimmi ciò che sai madre mia,
ma non urlare ti prego,
si lo so tu sei così lontana
e tanto in alto…lassù…
ma io ti ascolto comunque,
è sempre ti amo e mi manchi.

Nessuno ha mai creduto
al mio affetto per te,
no non sono patetico
il mio è solo un folle rimpianto per parole d’amore che mai ho saputo dirti.

Qualche volta mi sento oppresso e triste, non so spiegarmelo forse il mio cuore ti cerca ancora eppure quando eri qui nulla ti ho concesso, ne carezze ne comprensione ne ringraziamenti,
solo bieco furore
al tuo condividere le mie pene, nel darmi i tuoi consigli, ora mi manchi tanto
e adesso che fare, solo dolore.

Un grande poeta con i suoi scritti, Sorrentino Ciro,ha risvegliato in me antichi sapori di antiche sofferenze che Ti ho ingiustamente procurato perdonami, e sii vicina al mio affranto cuore.

Raffaele Feola Balsamo



IL TUO ARCOBALENO // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

https://www.youtube.com/watch?v=tsgEkBmcfY8

 

Lentamente le nuvole scivolano

in questo giorno

che attende l’amata notte.

 

Notte di stelle, notte di luci

che s’accendono

come palloncini colorati.

 

Gli alberi sono immobili,

fieri guardiani

delle tue segrete stanze.

 

Nei bagliori del rosso tramonto

vanno gli uccelli

che tornano al loro nido.

 

La chiarità sposa la sua ombra

nello specchio che stringi

nelle tue delicate mani di fata.

 

Sorridi, mamma, sorridi adesso

che i bambini festosi

corrono verso il tuo arcobaleno.

 

16.08.2018 Ciro Sorrentino

 



TI VOGLIO BENE, MAMMA // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

https://www.youtube.com/watch?v=_EC9WF3Oz18

https://www.youtube.com/watch?v=KnsGGBcYaIY

 

…Immagino la tua giovane vita,

quando, bambina,

eri rapita da meravigliosi sogni.

 

Il gioco ti accompagnava nei mesi,

quando aspettavi

che tuo padre tornasse dai lunghi viaggi.

 

 A volte la pioggia batteva sui vetri,

e tu passavi il tempo

a disegnare lo sconosciuto mondo fuori.

 

Il sole era davvero la tua unica felicità,

luce e calore di stelle

che accendevano i tuoi fantastici sogni.

 

 La luna vegliava il tuo sonno,

e nei sogni sapevi chi eri –

l’angelo inviato da Dio sull’arida Terra.

 

Tu, fata d’amore, dovevi volare

 e nel tempo ti alzasti in volo,

volteggiasti più in alto di ogni aquila.

 

Nel letto, con gli occhi chiusi,

eri davvero te stessa,

sapevi di essere Signora delle Fate.

 

Dame di compagnia ti circondavano,

disegnavi abiti preziosi,

gli stessi che hai cucito per tuo figlio.

 

Una carrozza di bianchi cavalli

la notte ti conduceva

tra sterminati filari di alberi in fiore.

 

Giù in fondo, sulla strada maestra,

si accendevano fiaccole

e torce tenute da soldati a cavallo.

 

La gente si tirava indietro

per lasciarti passare,

un cerchio di cavalieri ti scortava.

 

Lampadari di lucidi cristalli

riflettevano il tuo volto,

sulle pareti senza vita del castello.

 

Coriandoli rosa svolazzavano

per te che ballavi

con tanta soffice leggerezza.

 

Non c’era altro nelle grandi sale,

solo il buio del silenzio

che si colorava della tua voce.

 

Tanti desideravano ballare con te –

tutti si affrettavano

 sperando nel dono di un tuo sorriso.

 

Ma tu eri già oltre i limiti della vita,

tu eri e sarai sempre

la fata scelta da Dio per portare Amore.

 

Non c’è dato di ricordare,

eppure sei nata fata

e ogni volta hai creato nuova vita.

 

In quanti castelli hai regnato!

Principi e re

da Te volevano il sorriso di un Angelo.

 

Non dimenticare, Mamma,

non dimenticare mai

i tuoi voli di Fata del mio sempre.

 

Da Te venni in questo strano mondo,

e mi stringevi la mano

nelle nostre indimenticabili passeggiate.

 

Insieme a Te le vie della città erano più belle,

quando passavi, le vetrine

scintillavano come cristalli di stelle.

 

Amavo le tue ciocche di capelli,

e ne facevo riccioli

che ancora sento tra le dita.

 

Poi iniziai a camminare da solo,

ma percepivo le tue ali

che battevano per seguirmi ovunque.

 

Grazie, Mamma, per l’affetto che mi hai dato,

per ciò di cui ti sei privata

perché la tua casa fosse il nostro vero castello.

 

In ogni stanza si avverte il profumo

delle tue calde mani,

ogni parete veste i tuoi vivaci colori.

 

Sul tuo camino sei splendida

in quel medaglione

che Ti ritrae per ciò che sei –

 

Dolce Fatina dai riccioli d’oro,

con gli occhi abbassati,

come se stessi guardando il mare,

 

l’oceano da cui sorgesti come una Sirena

che risalì sulla terra

per fissare il cielo e parlare di noi e di Dio.

 

Per anni ho cercato un sorriso di fata

negli occhi di tante donne.

Che sciocco! La mia Fata sei sempre stata Tu.

 

Di tempo ne è passato,

ma nulla potrà

mai spezzare il filo che ci unisce.

 

Forse un poeta non sarà mai compreso,

ma conosce il futuro,

e Ti dico che i nostri venti anni di distanza

 

si ripeteranno in eterno,

per altre vite,

in altri sconfinati universi.

 

Nuove terre popolerai

con il tuo amore

di Fata e di Mamma.

 

E io sarò il primogenito quello che,

 dopo ogni viaggio,

ritornerà sempre dove Tu regni.

 

Ogni cosa che accade ha un senso,

nascosto e segreto,

ed è così che deve essere.

 

Dio non può svelare il Paradiso,

la bellezza

e il mistero del Tutto.

 

In questi corpi siamo fragili,

ma l’energia dell’anima

ci segna ed è più dura di un diamante.

 

Ognuno di noi è come Lazzaro –

deve alzarsi e camminare

perché il suo spirito è divina purezza.

 

Ogni persona ha un compito da finire,

poi dovrà rinascere

per compiere altri gesti d’amore.

 

Questo so dopo aver amato

l’affettuosa calma

di questa tua sofferta esistenza.

 

Chiudi i tuoi occhi ora,

sei stanca,

scriverò ancora per Te.

 

Scriverò della tua venuta al mondo,

del tuo essere la sola Fata

che Dio ha voluto come Ancella del suo Tempio.

 

Ti voglio bene, Mamma.

 

15.08.2018 Ciro Sorrentino



DI QUESTA NOSTRA DISTANZA .

Di questa nostra distanza
che non é lontananza né assenza ,
ma presenza continua , costante, potente
è il desiderio più forte ed urgente
vicino ma lontano non è un bel posto
quando penso che la vita è bella ,
mi tocco le labbra e penso a te.
Amo il cielo grigio e carico di pioggia ,
mi vengono in mente i momenti in cui
eravamo sdraiati a letto mentre fuori pioveva ,
ora fingo di respirare e non trovo pensieri
tra ombre e luce il tempo si muove
adesso nel futuro a tempo che verrà
di questa nostra distanza
che non é lontananza né assenza ,
ma presenza continua , costante, potente
è desiderio più forte ed urgente ,
è inutile trattenere qualcosa
sapendo che scivola via ovunque ,
è la capacità di metterci in discussione,
di decidere e scegliere di esser felici ,
pagandone il prezzo e le conseguenze
che ci rende belli e persone migliori .
Di questa nostra distanza
che non é lontananza né assenza ,
ma presenza continua , costante, potente
è il desiderio più forte ed urgente ,
quando lasci vivere le emozioni
sei tu che ti fai un regalo e lo condividi con me
l’immagine bellissima che ho di noi e il senso d ‘amore
che mi hai fatto provare , ridere insieme ,
anche quando faciamo l’amore ,
è questo il segreto di noi due
perché le cose funzionino ,
raccontami della tua pelle
ché avrei bisogno di un desiderio ,
Io non sono come mi vedi tu,
ma se ti fa piacere vedermi cosí, ti lascio fare
con te nella mente e la voglia potente dei nostri prossimi giorni Di questa nostra distanza
che non é lontananza né assenza ,
ma presenza continua , costante, potente
è il desiderio più forte ed urgente
e quanta voglia in quell’Ancora che non è mai abbastanza ,
è un preliminare ogni volta che ti guardo
la perfezione dei pensieri che ti fanno compagnia di notte
senza contaminazioni liberi e potenti ,
belli , perché neppure per un solo istante
ho mai provato quel che provo io per te ,
ti amo ……
carmine16….. 13/08/2018



UGUALE E LONTANO PELLE SU PELLE .

Di te mi piaceva che
mi piacevi senza un motivo ,
e di quanto ne avevi voglia
che faceva la differenza ,
cosa c’è di più bello, cosa ?!
Quanta vita è in te ?!
E ancora oggi do retto
al mio cuore per tutte le volte
in cui la vita ha scelto te per me ,
dovevo riconoscere che aveva
una grande fantasia. ,
mi veniva un altro soffio
che ritornava scintillamento nuovo ,
sembrava una stella cadente ,
lo pensavo forte ma non lo dicevo ,
eri un desiderio tabù .
Doveva arrivare il buio
per scorgere le stelle
e nel buio io cercavo te
e non la stella ,
ti desideravo e forse
è stato la furia di desiderarti tanto
che ti sei avverato ,
di me che ti attendevo e contavo le ore
e mi piaceva sapendo che tu fra poco arrivavi ,
anzi visto che dimenticavo che eri tu
amadomi senza sentirti ,
sapevo già che quello che provavi tu
lo sentivo io da qui ,
uguale e lontano pelle su pelle ,
respirarti di istanti e andavo un attimo
fuori tempo e restavo li
tra le mani il mondo intero .
Come coriandoli colorati .
le tue mani ormai umide
attendevano petali di rose,
mentre bolle di sapone
vi scoppiavano al primo contatto .
volevo scrivere sulla tua pelle
che non dimenticavo ,
ti ho sorriso e il mondo ha cambiato il suo asse
e tu eri tutto quello che volevo …e io
diventavo solo voglia di vedere te ,
ti amo perché non facevo fatica ad amarti ,
perché amandoti sono cosciente di me ,
è l ’immagine bellissima che avevo di noi
con il senso di libertà
che mi facevi provare
ti amavo sempre di più …….

carmine16….13/08/2018



Cicala

Già tronfia

dinanzi al primo mattino

poggiata alla forcella d’un ramo

protetta dalle fronde

canta sfaccendata

 

È piccola e irrilevante

ma ogni gioioso buon uomo

ha il tormento d’accogliere

l’ardito suo verso

nei dischiusi orecchi