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Letteratura Poeti Famosi



Primavera eterna // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Né le grigie lagune della vita,
né i luminosi viali dell’infinito
possono graffiare
le tue preziose ali di Angelo viandante.

Sempre t’accompagni alla silvestre Luna
e rompi il silenzio
nelle desolate pianure
dove il frumento piange la tua assenza.

Il nudo candore della tua anima
porta il giorno
nella foresta del mondo
che i fiori sfoglia con le lame del buio.

In Te non ramifica l’autunno,
non s’aprono le nubi del pianto –
le tue labbra sorridono
e sorseggiano al sacro calice di Cristo.

Sei l’Angelo vestito d’azzurro,
la bianca Colomba
che vola nelle strade inondate
dall’oscuro fango del crepuscolo.

La tua fresca rugiada
irrora di verde sangue
le piccole radici che tremano
nella terra velata dai rampicanti di spine.

Vola Colomba!!!
Soccorri la pallida Luna
che lacrima dolorosa rugiada
tra stelle morenti avvelenate dal vuoto.

Sorridi nell’attonito silenzio
dei rossi garofani
quando cadono bruciati
tra brucianti cristalli di sale.

Il tuo respiro dissolverà
il cinereo giallo dell’aria
che si moltiplica nelle secche del mare
dove si arena il tempo.

Vola e sosta sull’albero
dove cade la vela
il sudario di sangue
che avvolge gli uccelli vicini alla morte.

…Sii fiera bianca Colomba!!!

La bellezza fissò a lungo
la vastità dei laghi celesti,
cercando l’armonia delle forme e il fuoco,
ma fu vana la sua attesa.

Così decise di annegare
nelle perfette geometrie
dei tuoi comprensivi occhi
che dell’essenza di Dio sono lo specchio.

15.04.2019 Ciro Sorrentino



Ovunque tu sia… // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Sorridono le rive del cielo –
Lassù Ti aggiri
offrendo il sacro fuoco
alle piccole stelle
che piangevano la tua assenza.

Nell’infinito senza tempo
il tuo cuore
colora i fiori
delle anime cadute
su giacigli di foglie senza sogni.

Il tuo angelico respiro
dà vita ai pianeti
che hanno perso
le loro amate lune
nella furia dei freddi inverni.

La tua raffinata fragranza
è l’aroma che palpita
nei luccichii
dei fiumi selvaggi
che si quietano nel tuo candore.

Ancora vedo il tuo sorriso –
Nel volo dell’ape
con festose danze
rinfreschi l’aria
schizzando umidi arcobaleni.

Sei veloce come il vento,
freccia invisibile
che trascina
le sabbie affollate
nell’inerzia del silenzioso spazio.

Vai regina e madre dei sogni,
 dona freschi baci
ai desolati cieli,
porta pace agli uccelli
che cadono persi senza primavera.

Quanto a me, ricorda –
Amerò sempre
il tuo sguardo
che vince le tenebre
con bagliori d’immenso amore.

Oh, regina delle celesti torri,
con la fermezza
delle tue dolci mani
placa le onde dei ricordi
che agitano i rami del nero albero.

Intorno a Te so che tutto brilla –
L’oscurità muore
nel rosso di stelle
che si moltiplicano
nei cerchi dei tuoi universi di petali.

Ti vedo, mia premurosa Ape,
e sento i tuoi tocchi
nelle brezze di Aprile
che vestono il mondo
con il complice rosso dei papaveri.

Per sempre insieme!!!
Insieme nell’acceso fuoco
degli eterni tramonti
quando si accendono
segreti riverberi d’eterni cristalli.

Seguimi su quei fili d’erba –
Porgimi la mano
tra le pallide statue
in questa vita di lampi
che del buio allungano le ombre.

Nel freddo carbone dei ricordi
si accenderanno
scintille di liquido fuoco
e si apriranno i fiori
nell’aroma del tuo amnio sangue.

Di Te amerò sempre
 il verde di foglia –
l’infinita bellezza del cuore
e l’amore di Madre
 che spinse la sua linfa nei miei rami.

12.04.2019 Ciro Sorrentino



Due sorelle e il tuo amore // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Anima di uccello o di infinito
fermati un attimo –
due bambine cercano
le fragranze del tuo eterno fuoco.

Tienile per mano, stanotte.
Tienile per mano ora
che le loro lacrime sono fiumi
e le radici tremano nell’umida terra.

Sorridi e fa che i tuoi baci
quietino il dolore dei freddi specchi
dove i visi appassiscono
tra i cespugli della spenta primavera.

Tienile per mano, stanotte –
Raccogli in Te le stelle che palpitano
e guidale tra gli aromi di limoni
su quelle amate spiagge di bianca sabbia.

Anima di uccello o di infinito,
 ricordi le fragranze dei fiori
che affondavano le loro radici
nella pazza scogliera coperta dal mare?

Con loro avanzavi nelle vie
dove tutti si affrettavano
mentre con il tuo passo lento
sceglievi graziosi doni per i tuoi cari.

Le foglie si agitavano ai tuoi passi
per non farti ombra
gli ulivi si inchinavano
come cavalieri alla loro principessa.

Vai lì stanotte, bianca Colomba
che degli angeli sei l’icona
e tienile per mano, accompagnale
dove i sogni sono fermi ad attendervi.

Camminate insieme su quella terra –
Spicchi di vita aspettano
nello scroscio delle piccole onde
che sfiorano gli scogli perduti nel buio.

Anche questa volta la tua voce
conforterà con dolci sussurri –
echi di gioia dalle campane del cielo
rimbalzeranno su questa desolata terra.

Pettina i loro capelli stanotte,
porta la calma nei loro cuori recisi
che le foglie hanno perso
nella nebbiosa tenebra della foresta.

Sciogli i loro cuori dal sonno del bosco,
mostra loro quel ramo di gialli limoni
che illuminò d’eterno affetto
la vostra lontana mai perduta promessa.

06.04.2019 Ciro Sorrentino



NEL VOLO D’UCCELLI // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Cattedrali di polvere
si levano
in gelide tenebre
e acquitrinose argille.

Da questa arsa terra
senza più giardini
voglio raggiungere
il tuo paradiso di brivido.

Le mie piccole radici
cresceranno
perché nuovi grani
sboccino nel tuo specchio.

Un’alba vestita di rosa
tingerà i petali
sciogliendo i baci
dalle euforie del sonno.

Girerà la muta terra
nel volo d’uccelli
quando misere foglie
crepiteranno all’orizzonte.

Allora dalla finestra
entreranno
bianche colombe
e dissolveranno ogni oblio.

05.04.2019 Ciro Sorrentino



L’ultimo treno // DALLA RACCOLTA “Alla bianca Colomba che è mia Madre”

Uno sventolio di mani –
presto i lucidi occhi
fissano l’azzurro fuoco
di una scoperta porta di pietra.

…Si innalzano gli uccelli
in fitto battito d’ali
spargendo nuvole piumate
che nascondono la terra al sole.

Un sibilo annuncia l’addio –
s’inoltra il solitario treno
spingendo uomini e donne
oltre la soglia dell’alba che trema.

…Sui rami vicini al tramonto
impazzano le foglie
cadendo in delirante pianto
su bricioli d’erba ormai bruciati.

In tanti piangono insieme
tra sassi e cespugli –
preghiere, baci, abbracci
rotolano erranti sotto la pioggia.

…Quale follia avvolge le ombre
nel precipizio del buio
che si apre improvviso
nelle fauci dei lupi affamati?

La dolorosa lancia del tempo
Ti ha colpito con furia
incenerendo la tua vita
sulla strada di un terrificante gelo.

05.04.2019 Ciro Sorrentino



Che strana la mia città.

Che strana città la mia.

Che strano pensiero
il voler fuggire
dall’amore di questa città,
e quanta nostalgia
di quei brevi attimi di felicità
che il mio cuore si esaltava
nel raccontare all’anima.

No il mio delirio è racchiuso
in un otre di ferro e senza scampo,
e silenzioso racconta ciò
che non accadde mai.

Notte profonda e misteriosa
quanta ansia conduci
e quanti sonni tristi,
ma il giorno verrà
e la mia ombra svanirà
come uno strano sortilegio,
e fino a sera vivrà come
una reclusa e non potrà
più narrare ciò i miei occhi
osservano nelle tristi vie di una
città morente e succube del dolore.

Povero amore mio,
povera la mia gioventù vissuta
senza ritegno in luoghi che mai
ebbi ad amare,
ma tutto ciò presto avrà fine.

Raffaele Feola Balsamo.